Barcellona: sulle tracce di Gaudì
Venerdì, 1 giugno 2007
Finalmente siamo arrivati! Viaggio tranquillo ed economico (60 € a/r a testa con Vueling), atterraggio ottimo, tempo soleggiato e un po’ ventoso. Ecco Barcellona! Come sempre ci siamo documentati: Bus aeroporto El-Prat - Piazza Catalunya comodo e veloce per 3.90 € a persona. Piazza Catalunya è l’altro capolinea: si scende e andiamo all’ufficio del turismo (è in piazza) per prendere informazioni soprattutto in merito all’Art Ticket; Decidiamo che per noi non è conveniente: visto che costa di 20 € ma non comprende parte delle nostre mete.
Ci dirigiamo a Piazza del Pi attraversando Portal dell’Angel e da Piazza del Pi a Corso della Bouqueria dove si trova l’ostello Europa. Camera un po’ malmessa ma spaziosa. Bagno senza finestra, lavandino per puffi ma c’è la vasca e igienicamente decente. Fame da lupi e consigliati dalla documentazione raccolta sul web suggerisco il locale “La bogatta” vicino la fermata della metro Liceu a pochi passi dal nostro ostello.
Prendiamo un tortino di patate + hamburger e patate per 10 €… cibo niente di che.
Scegliamo di iniziare a visitare dal quartiere del Barrio Gotico. Dalla Chiesa di Santa Maria del Pi’ - non visitabile perché “serrada” (chiusa) - arriviamo alla Piazza della Cattedrale e dopo aver fotografato la scritta “BARCINO” che ricorda l’antico nome di Barcellona (monumento in bronzo) giriamo a sinistra per visitare Casa dell’Arcadia con fontana interna riversamenti in maioliche dipinte e ballatoio. Scendiamo e torniamo indietro, ci mettiamo in fila per visitare la Cattedrale che a breve aprirà: la facciata è purtroppo coperta dalle impalcature perché in fase di restauro (costante che poi scopriamo valere per gran parte degli edifici di Barcellona).
Guglie esterne (lavorate tipo merletto) e cappelle laterali tutte in stile Gotico Catalano, all’interno coro imponente, cripta Sant’Eulalia, vetrate colorate. Pregevole il chiostro con la fontana e un mini laghetto con le 13 oche a simbolo della leggenda della santa-martire.
Usciamo, e a destra (dalla parte opposta a “Barcino”) c’è il Palazzo della sede vescovile. Torniamo alla stradina di sinistra già percorsa e passiamo sotto un ponticello per arrivare a Piazza San Jaume dove si trovano il Palau della Generalitat e la Casa della Ciutat o Ajutment uno di fronte all’altro, esempio della Barcellona medioevale. Da qui abbiamo raggiunto Plaza del Rei – ma prima una sosta per una tipica bevanda alla frutta. A Piazza del Rei si trova l’insieme monumentale di Palau Real Major con la torre e il Palau Lloctinent., accanto al Museo della Storia della Ciutat. Nei pressi di questi edifici “il naso non festeggia” cattivi odori a 360° in strada.
Foto sul retro del complesso da via Laietana e poi visita alla bella chiesa di S. Maria del Mar – la chiesa in stile gotico Catalano per eccellenza – bellissimi i colori proiettati dalle vetrate e dal grandissimo rosone nell’interno delle navate.
Una volta fuori siamo sfociati sul lungomare camminando il Paseo di Isabella II e giù fino alla colonna che sorregge la statua di Cristoforo Colombo, dove abbiamo cercato invano il box per le informazioni turistiche per chiedere info sullo spettacolo delle fontane a Montjuic. Ci dirigiamo allora verso l’interno passando dalla Rambla (S.Monica) affollata di turisti, personaggi mascherati da finte statue e giocolieri, fino ad arrivare di nuovo a Piazza Catalogna: qui Il box è aperto perchè qui chiude tardi essendo il principale mentre gli altri “serrano” alle 20.00.
E’ tardi, si fa un rapido giro a “El Cortes Ingles”. Il centro commerciale è gigante e alla fine approfittiamo per chiedere info in un box interno su El Moreno, ristorante consigliato dal web che è li vicino.
La ragazza gentilissima ci fornisce indicazioni e parlando ci da’ ulteriori suggerimenti per la cena.
Escludiamo la Taperia da lei indicata e un altro ristorante suggerito perché troppo lontano e optiamo per il ristorante accanto a quello suggerito dal web.
Ordiniamo petto di pollo e patate grigliate io mangio anche verdure grigliate… antipasto con “pan de coca” (un specie di panzanella locale) con i piedi consumati torniamo verso l’hotel.
Scendiamo percorrendo la Rambla perché, avendo letto che in piazza real all’altezza di KFC c’erano i lampioni prima opera di Gaudì, ero curiosa di vederli. La piazza è quadrata con molte palme e molto turistica belli i lampioni in ferro battuto.
In questa occasione abbiamo avuto modo di assistere alla pulizia delle strade che comporta anche la lavanda dei piedi volendo.
Resoconto I° giornata: Barcellona e una città “in fieri” (in divenire) cantieri ovunque e odori molesti.
Sabato, 2 giugno 2007
L’ostello è un po’ chiassoso ma si salva non essendo direttamente affacciato sulla Ramala. Colazione al forno del Pi (nell’omonima piazza del Pi) dove acquistiamo anche una grande baguette al pollo per il pranzo. Giornata bella, cielo sereno.
Raggiungiamo Piazza Catalunya proseguendo per Passeig de Gracia con l’intenzione di verificare la lunghezza della fila per la visita alle famose case di Gaudì.
La fila c’è, intanto vediamo l’esterno e scattiamo qualche foto al gruppo dei 3 edifici esempio del Modernismo a Barcellona: casa “Lleò Morera” casa Amatller e casa Batllò.
Continuiamo e guardiamo dall’esterno la Pedrera dove c’è ancora più fila per cui decidiamo che la nostra prossima meta è la Sagrada Familia.
Camminando percorriamo Avinguda Diagonal apprezzando gli altri edifici del quartiere modernista come Casa Terrades che sembra un castello con tanto di torri.
Visitiamo la chiesa di S. Joan (dove si stava celebrando un matrimonio) – una delle più belle: vetrate colorate, pavimento con mosaico, (meno gotica delle altre viste) e poi… finalmente eccoci! Arriviamo alla Sagrada Familia dalla parte della “Facciata della Passione”, la chiesa da l’idea di un cantiere, ancora in via di completamento con impalcature gru e reti di protezione. Acquistiamo il biglietto (8 euro – ce n’era uno da 9 ma qui non abbiamo colto la differenza, poi chiarita successivamente a Parc Güell) e ci avviamo all’interno dopo aver scattato foto ai particolari della facciata.
L’ingresso è maestoso (e ventoso!) Subito a destra belle e coloratissime vetrate poi esili pilastri che imitando la natura come alberi che sorreggono il fogliame -come per magia- sorreggono l’altissimo soffitto della Chiesa. Ci mettiamo in fila per salire sul campanile (si può accedere solo con l’ascensore acquistando un ulteriore biglietto al costo di 2 euro) e dopo circa 45 minuti (tempo dedicato alla lettura delle guide) è il nostro turno.
Saliamo su e iniziamo le foto di rito a panorama, (Barcellona dall’alto col mare di sfondo) e ai particolari della complessa simbologia presente in ogni parte dell’architettura della chiesa.
Scendiamo (per forza a piedi) e ci dirigiamo verso l’altra facciata: quella della “Natività”. In questo momento non c’è fila per cui subito prendiamo l’altro ascensore (impossibile salire a piedi, altri 2 euro!) e arriviamo in cima. Scendendo, ancora foto dei particolari della chiesa in costruzione.
Sostiamo sulle panchine davanti alla facciata pranzando con la baguette al pollo, poi ci incamminiamo per tornare verso casa. Siccome si è fatto tardi non ci è possibile visitare entrambe le case di Gaudì, per cui optiamo per la visita alla Casa Batllò che è di strada e che fortunatamente quando arriviamo noi non ha fila alla biglietteria (16,50 il costo del biglietto comprensivo di audio-guida).
Visitiamo con entusiasmo e soddisfazione tutto il primo piano, il balcone e successivamente saliamo, passando per lo splendido cortile interno, sulle terrazze con i comignoli colorati a mosaico (tecnica Trecandìs)
Usciamo (quasi per ultimi) alle 20.00 orario di chiusura, ma ce la siamo goduta fino in fondo.
Il nostro programma prevede la Font Màgica ai piedi del Montjuic.
Ma prima di corsa in albergo per prendere le nuove memorie per la fotocamera! (la sagrata famiglia e la casa batllo meritavano!), e il pile per l’umidità della sera.
Andiamo con la metro da Liceu a Espanya (a Plaça d’Espanya) e arriviamo al tramonto con il primo spettacolo già iniziato. Noi raggiungiamo con calma il punto più idoneo per ammirare lo spettacolo (la balconata con le spalle al Museo Nazionale d’Arte Catalana). Assistiamo con piacere allo spettacolo delle 22.00, poi un po’ per l’umido, un po’ per la fame andiamo via.
Chiedo ad alcune guardie informazioni su dove mangiare nelle vicinanze, ci indicano un locale che non ci ispira per cui cammina cammina, percorrendo stradine interne (anche poco raccomandabili), passiamo velocemente davanti al monastero di Sant Pau del Camp (chiuso - da vedere la prossima volta!) e torniamo a Liceu dove mangiamo un deludente panino al Pan’s. (E’ una catena tipo Mac Donald) solo che il panino che doveva essere vegetariano conteneva fette di pancetta… boh? Finalmente a nanna!
Domenica, 3 giugno 2007
Ci svegliamo e fuori il cielo è un po’ coperto per cui ci dirigiamo al Palau de la Musica Catalana con la speranza che le nuvole si dissolvano per poter poi gustare al meglio (col sole) Parc Güell, la nostra prossima tappa.
Prima però passiamo per la colazione e l’acquisto del pranzo al forno del Pi; poi attraversando la piazza della cattedrale poi superiamo il mercato (chiuso) di S. Caterina con la caratteristica copertura a “onda” e arriviamo al Palazzo della Musica Catalana, (irriconoscibile da fuori a causa delle impalcature per i restauri). Ci mettiamo in fila per il biglietto per la visita dell’interno.
Il tipo del botteghino esce e informa la fila che i biglietti per la visita in italiano sono esauriti e che scarseggiano anche quelli per le visite successive in altre lingue.
In questo contesto ecco che entra in gioco lo “Zio” americano, un uomo sulla sessantina che offre l’acquisto di 2 biglietti per l’imminente visita (in inglese) al palazzo visto che i suoi 2 amici non si sono presentati. Li prendiamo noi!, e così con lo sconto per gruppo over 65 compriamo i biglietti a 8 € (niente fila e 1 euro risparmiato J).
Entriamo e la guida ci conduce in una sala dove viene proiettato un documentario sulla storia del palazzo, del costruttore e del coro chiamato “Orfeo Català”. Poi la visita prosegue con la sala concerto con le sculture di Mozart e Wagner che si fronteggiano e i soffitti delle platee laterali del piano superiore che riportano i nomi di grandi compositori (tra cui il famoso Pierluigi da Palestrina) e qui abbiamo anche ascoltato una breve registrazione audio di un concerto per saggiare l’acustica della sala.
La guida ci ha spiegato (in inglese) che i vetri sono appositamente progettati per non infrangersi a causa delle vibrazioni sonore. Comunque la caratteristica della sala è l’imponente lucernario che scende dal soffitto come un vulcano al contrario. Il palazzo (in cui purtroppo non si possono fare foto) è patrimonio dell’Unesco.
Usciti, ci dirigiamo all’arco di trionfo e raggiungiamo Parc de la Ciutadella. Abbiamo visto (da fuori) l’edificio del Museus e Zoo, la fontana del parco, il finto mammut; poi abbiamo preso la metro a Barcelloneta (metro gialla) per scendere a Alfons X e da qui a piedi, in salita e sotto il sole, siamo arrivati all’ingresso principale di Parc Guell. All’ingresso le due “casine di marzapane” (o di Hansel e Gretel) e poi la scalinata con il Drago-Serpente e il famoso Geco, emblema del parco. Poi il colonnato con il soffitto che accoglie i medaglioni di mosaici policromi a forma di sole e con conchiglie ed elementi marini. Si sale ancora, a sinistra il colonnato inclinato che ricorda le costole di un “ventre di balena” (motivo ricorrente anche in casa Batllò) ed arriviamo alla “panchina più lunga del mondo” che serpeggiando circonda tutta la terrazza sopra il colonnato. Da qui si può godere di un magnifico panorama che spazia su tutta Barcellona. Proseguiamo il giro per arrivare al punto più alto del parco dove però c’è una visuale che non ripaga appieno della salita per raggiungerla. Per scendere nuovamente in basso percorriamo una stradina molto particolare che presenta una balaustra costituita da mattoncini traforati e colonne che sembrano tronchi di palma (sempre in mattoni grezzi). Arriviamo alla casa museo di Antoni Gaudì all’interno del parco: il prezzo per l’ingresso è di 4.50 € (invece con 1€ aggiuntivo al biglietto della Sagrada Familia la visita al museo è inclusa). Ancora una sosta alla panchina dove approfittiamo per aggiornare il nostro diario.
E’ giunta l’ora di andare e mentre scendiamo per raggiungere la metro, ci fermiamo nei negozietti di souvenir per l’acquisto dei doni. Arriviamo a Barcelloneta all’imbrunire e seguendo i consigli presi dal web cominciamo a cercare il ristorante “il Magno” di cui avevamo scritto l’indirizzo… che pero’ non era corretto!.
Scegliamo allora un ristorante sul lungomare per mangiare la tipica paella che però non ci da’ soddisfazione. Nello stesso ristorante “Port Vell” troviamo lo zio Tom americano con moglie e i 2 amici dei quali abbiamo preso il posto per la visita al Palau de la Musica Catalana.
Dopo una passeggiata digestiva fino al monumento di Colombo, che vediamo in versione notturna, torniamo a “casa” passando per la Rambla.
Lunedì, 4 giugno 2007
E arrivato il giorno della partenza.
Prepariamo le valige che lasciamo al deposito in albergo (Hostal Europa) e usciamo per fare un giro nei dintorni per gli ultimi acquisti. Passando davanti a S. Eulalia, nella piazza, assistiamo al ballo della Sardana (ballo popolare locale in cui si balla in cerchio come in tanti girotondi) praticato sia dai passanti che dai partecipanti ufficiali tutti accompagnati dalla musica dal vivo di una mini banda sotto gli ombrelloni parasole.
Per fare colazione dobbiamo arrivare fino a Plaça de Catalunya: il lunedì a Barcellona i negozi sono chiusi!. Ci informiamo sugli orari per l’autobus (A10) che ci riporterà in aeroporto. Da Piazza Catalunya ci dirigiamo a sud verso l’ Antic Hospital de la Santa Creu (antico ospedale di S. Croce) passando dal MACBA (Museo Arte Contemporanea Barcellona) che vediamo solo dall’esterno - si presenta come un palazzone bianco e moderno - Lì accanto entriamo, quasi per caso, in un tempietto ben ristrutturato (cappella MACBA) dove è stata allestita un’”esperienza acustica”: si può ascoltare una registrazione di musica corale da 40 casse acustiche disposte in cerchio che così permettono di individuare durante la riproduzione la voce e la collocazione nello spazio di ciascun corista. Il tutto è molto piacevole e suggestivo (ingresso gratuito).
E’ ora la volta dell’antico Ospedale di S. Creu, bella struttura con pozzo e chiostro, peculiare anche il porticato con volte a crociera la cui sommità non è in asse con il centro della volta. Una volta fuori ci fermiamo a comprare il pranzo ad un forno (sempre della “catena” del PI) davanti alla chiesa di S. Augustì che visitiamo. E’ una chiesa prettamente romanica e non è per niente turistica.
Torniamo verso l’albergo (anche il mercato della Bouqueria è “serrado”) fotografiamo il mosaico di Mirò sul pavimento della Rambla, proprio di fronte alla fermata Liceu della metro, al mercato della Bouqueria e al nostro albergo.
Prendiamo i trolleys e ci dirigiamo nuovamente a piazza Catalunya dove mangiamo sulla panchina in piazza prima di prendere l’A10. Il viaggio di ritorno con Vueling è andato bene.
Considerazioni:
… Barcellona puzza, anche se lavano spesso le strade.
… L’acqua potabile è cattiva e sa di tubo, al limite del bevibile, anche se ci sono molte fontanelle (il cui rubinetto si apre al contrario della logica)
… A Barcellona tutto è in costruzione, ristrutturazione: impossibile fotografare senza cantieri gru o impalcature.
Nonostante ciò la città è accogliente e gli abitanti disponibili e gentili, inoltre per gli italiani comunicare non è un problema: decisamente una meta consigliata!
Guarda alcuni libri utili su Barcellona.



mi sembra un tour ottimamente studiato