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14 Agosto 2008 di Daniele

L’estate è sempre sinonimo di mare e di acqua. Così come l’inverno richiama la montagna e la neve. Ma non è così per chi, come me, non sopporta il caldo e non ama l’acqua ed ama invece la montagna e la natura verde e variegata, da opporre alla monotonia, anche cromatica, del mare.

Quest’anno ho quindi deciso di andare in Valtellina per una settimana, prenotando attraverso l’agenzia di turismo BravoItalia di Bormio. Una settimana in hotel, per poi girare e vedere un po’ della Valtellina, che racchiude bellissimi ed indimenticabili scenari.

Bormio: paesaggio dalla Pista AluteBormio è un paesino tranquillo, di poche migliaia di anime, con un centro storico particolare, affreschi antichi sui muri, vicoli silenziosi, un ruscello che lo attraversa ed alte montagne che lo sovrastano. A 1200 metri sul livello del mare è una realtà urbana di tutto rispetto, le strade pulite, i balconi delle case ricolmi di fiori.

Da lì mi sono spostato a Cancano, salendo in quota, superando tornanti, fino a raggiungere i laghi e i boschi di quella località sperduta eppure frequentata.

Bormio stessa offre belle passeggiate immerse nella natura, come il percorso della Pista Alute oppure la “pedemontana”, un sentiero che si immerge nel verde del Parco Nazionale dello Stelvio.

Rifugio Sunny ValleyNella vicina Santa Caterina di Valfurva è possibile prendere l’ovovia, una funivia di piccole cabine da sei posti che porta al rifugio Sunny Valley, dove gustare i cibi tipici della zona.

Il mercoledì è consigliabile la visita alle Cantine del Braulio, per conoscere da vicino e dal vivo una delle tradizioni valtellinesi.

Il giorno dopo ho visitato Livigno, che si erge a 1806 metri s.l.m. Zona franca, centro commerciale, Livigno accoglie ogni giorno un gran numero di turisti. Case ancora più particolari, che sembrano uscite da un set cinematografico, eppure reali, uno splendido connubio fra pietra e legno.

Dalla vicina Tirano parte il Bernina Express, il trenino rosso senza cremagliera divenuto patrimonio dell’Unesco, che raggiunge la Svizzera attraversando un paesaggio di montagna che impressiona: valli, dirupi, alte montagne, cime innevate, ponti; in due ore, alla velocità di 20 km orari, il trenino raggiunge la città di St. Moritz. Un viaggio da non perdere.

L’accoglienza è stata buona, la gente mi salutava per strada senza conoscermi. Abituato alla frenesia di Roma, all’intenso traffico e allo smog, all’impossibilità di poter attraversare una strada sulle strisce pedonali senza il rischio di rimanerci, sono rimasto impressionato dalla calma e dall’educazione stradale dei valtellinesi. Non mi sembrava vero che le auto si fermassero per far passare i pedoni. Eppure avrò visto sì e no un vigile in una settimana.

Una parentesi di estrema tranquillità e di respiro che non poteva mancare, per chi come me è costretto a vivere nel caos cittadino tutti i giorni.

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