Sud Croazia: Mare, Isole Kornati e Parco di Krka
Venerdì 6 agosto
Siamo in quattro, Partiamo senza fretta dalla torrida Roma in Auto (fortunatamente con aria condizionata) per imbarcarci nel tardo pomeriggio del 6 agosto ad Ancona con meta Spalato “Split”. Il viaggio fino ad Ancona è breve e dopo 4 ore abbondanti, pause Autogrill comprese, siamo in fila per l’imbarco.
Il traghetto SNAV è nuovo e strapieno di gente; noi dopo una rinfrescata in cabina e un’occhiata in giro, ci concediamo un pasto nel ristorante a bordo: cena discreta, e mentre finiamo di mangiare il traghetto esce dal porto e inizia la navigazione.
Sabato 7 agosto
Nottata tranquilla per me, ma non per gli altri che si lamentano dei cigolii e rumori vari della nave. Colazione al bar e prima occhiata alle coste croate: non male!
Dopo una tappa il traghetto prosegue e arriva a Spalato, sbarchiamo e cominciamo a risalire verso Nord diretti a Vodice. C’è traffico, e a circa 10 Km da Primosten siamo fermi! Non si capisce bene cosa sia successo ma per arrivare a Vodice ci mettiamo quasi una mattinata.
L’albergo prenotato è il “Bili Kamen” che vuol dire rocce (scogli?) bianche, carino, non molto grande e con accesso direttamente sul mare.
Sul mare è anche l’area ristorante dell’albergo che sfruttiamo per non prendere la macchina dopo la mattinata di traffico. Di pomeriggio, sempre per lo stesso motivo decidiamo di rimanere nelle vicinanze dell’albergo e rilassarci in spiaggia: sbagliato!
In questo tratto di costa della Croazia la spiaggia è rara, la maggior parte di coste sono formate da scogli - per fortuna solitamente piatti! - o piattaforme artificiali di scogli e cemento (tipo molo del porto). Per questo i turisti intorno a noi, oltre al classico asciugamano, portano con loro interi materassi gonfiabili da campeggio. Anche per l’accesso in entrata e uscita dall’acqua sono raccomandate scarpette da scoglio o molta attenzione…
Siccome palesemente poco attrezzati ci si avvicina subito una ragazza croata che parlava un divertente italiano per fare pubblicità alla sua nave che organizza mini crociere da Filip Jakov alle isole Kornati: visto che la visita era in programma ci facciamo lasciare il cellulare.
La sera, visto che oltretutto è sabato, usciamo per fare un giro in paese. Le vie intorno all’hotel appaiono disabitate ma appena sbuchiamo alla via principale, quella che costeggia i moli dove sono ormeggiate le mega barche di chi ha la grana, ci si presenta un denso brulichio di gente che si aggira tra locali e bancarelle: la maggior parte sono turisti (molti tedeschi e italiani) ma ci sono anche molti locali, stranamente quasi esclusivamente ragazze, a gruppi di 3 o quattro, quasi tutte molto belle e con gli occhi da “Siberian Husky” come commenta Mauro.
Domenica 8 agosto
Dopo poche ore di sonno, ci svegliamo e dopo la colazione ci dirigiamo a nord verso quella che ci avevano segnalato come una delle poche spiagge di sabbia della zona.
Parcheggiamo all’ombra tra le cicale che in Croazia sono più numerose delle formiche e arriviamo alla piccola cala sabbiosa con l’acqua che quasi non si vede da quanti piedi contiene, come se non bastasse ci hanno costruito un mega bar-ristorante con musica ad alto volume e un complesso monumentale di scivoli acquatici. Preso atto della situazione continuiamo a camminare per 200/300 metri e ci fermiamo in una zona silenziosa con scogli piatti e acqua pulita di un bel tono di blu dove sonnecchiano tranquillamente pochi bagnanti.
Ci ripromettiamo di non cercare più sabbia in questa zona.
La sera in albergo c’è una festa ma prima facciamo il solito giro al porticciolo prima che chiudano i negozi per acquistare le vettovaglie (panini, affettati, frutta e bevande ) da mangiare al mare a pranzo il giorno seguente.
La festa non è un gran che e restiamo lì fino a quando dopo cena vediamo avvicinarsi un temporale che ben presto mette fine ai balli e rinfresca l’aria. Infatti dormiamo quasi subito come macigni.
Lunedì 9 agosto
Ci svegliamo titubanti visto il tempaccio della notte ma un bel sole ci saluta dal cielo azzurrissimo: ottimo! Facciamo colazione preparativi vari e ci dirigiamo verso una zona poco lontana che ci hanno indicato che dovrebbe avere belle insenature e mare pulitissimo.
Effettivamente il posto non è male, anche se molto simile a quello del giorno precedente. In una pineta adiacente c’è un camping che attraversiamo in parte per raggiungere gli scogli: quasi subito realizziamo che la maggior parte dei campeggiatori praticano il naturismo e quasi intrusi con i nostri costumi passiamo “con indifferenza”.
Nel pomeriggio prendiamo un gelato in un chioschetto sul mare: nei bassi ulivi e tamerici che lo circondano vediamo (e sentiamo) camminare decine di cicale che sembrano mosconi di 5 centimetri.

La sera torniamo all’albergo e usciamo a cenare in paese dove, in una griglieria che con panche e tavoli ha occupato un’intera piazza, mangiamo il filetto alla griglia che stabilisce uno standard di bontà e quantità difficilmente eguagliabile.
Martedì 10 agosto
Oggi è finalmente il giorno pianificato per la tanto attesa visita al Parco Nazionale di Krka (si legge “Cherca”). Partiamo da Vodice abbastanza presto e ci dirigiamo verso Sibenik e poi a Lozovac dove si trova l’ingresso dalla terraferma al parco (da Skradin si entra invece con un battello fluviale). Parcheggiamo, facciamo i biglietti e iniziamo la visita.
Si inizia con freschi stradelli nel verde che costeggiano vasche piene di pesci, poi un vecchio mulino ad acqua ancora funzionante con un blocco di legno che, azionato dalla ruota, martella i cereali per ridurli in farina. Ancora splendidi specchi d’acqua tranquilla che all’improvviso cominciano a movimentarsi in centinaia di cascatelle che si uniscono per formarne altre più grandi.
Scendiamo fino a valle dove l’acqua tornata tranquilla forma grandi piscine naturali dove ci rinfreschiamo; visto che è ora di pranzo stimolati dalle bancarelle di venditori di frutti di bosco e grappe aromatiche, ci fermiamo per un panino.
Risaliamo (col cibo sullo stomaco) dalla sponda opposta del fiume e dopo altre foto alle cascate arriviamo alla fermata del bus che ci porta alla seconda parte della visita. Il giro infatti prevede di risalire in un piccolo battello a motore i tranquilli laghi a monte della zona delle cascate.
Il battello traversa uno stretto passaggio accanto ad un canneto e ninfee acquatiche fiorite per dirigersi al Monastero Francescano costruito sulla
piccola isola di Visovac al centro di un lago.
Sbarchiamo e visitiamo il Monastero che ha numerosi volumi di botanica in biblioteca: pare che i monaci abbiano importato la terra sul piccolo isolotto per realizzarvi i bei giardini e far crescere gli alberi da frutta.
Ripartiamo, il battello passa in una stretta gola di roccia con pareti verticali che ci immette nel secondo lago
e continuiamo fino ad un’altra parete da cui provengono alcune cascate che alimentano il lago. Qui (siamo a Roski Slap, terza possibile entrata del Parco) scendiamo di nuovo per visitare alcuni edifici e rifocillarci – fa caldo, e in barca caldissimo – Poi dopo un bagnetto in acqua fredda, risaliamo sul battello che ci riporta alla fermata del bus per il parcheggio. Stanchi ma soddisfatti si torna a Vodice.
Mercoledì 11 agosto
Dopo la giornata piena a Krka ci svegliamo con la voglia di rilassarci al mare: decidiamo di tornare verso Primosten che “grazie” al traffico avevamo ammirato a lungo, ma dall’alto il giorno dell’arrivo. Il paese è su un isolotto collegato da un ponte alla terraferma e verso sud parte una bianchissima
spiaggia di ciottoli che in acqua lasciano dopo pochi metri il posto alla sabbia.
Il panorama è bellissimo e la spiaggia non delude: è sicuramente la più bella tra tutte quelle visitate e non è neanche molto affollata. Notevoli gli alberi di fichi in fondo che danno più gusto alla merenda.
Una particolarità sono le sorgenti fredde che a volte, vicino la riva, investono chi sta facendo il bagno creando correnti d’acqua gelide.
Tra bagni ristoratori e dormite sotto l’ombrellone – che finalmente abbiamo potuto piantare – rimaniamo a guardare Primosten fino al tramonto.
Poi cena in albergo a base di orata (abbiamo imparato ad evitare i Cevapcici, polpettine locali a forma di “bomba di profondità”, che rendono lunga e faticosa la digestione) e tradizionale giro in paese.
Giovedì 12 agosto
Questa mattina siamo pronti per la gita alle isole Kornati (in italiano “Incoronate”). Telefoniamo alla ragazza che il primo giorno ci aveva lasciato il volantino della mini-crociera e prenotiamo 4 posti. La barca è ormeggiata a Filip Jakov un paesino a circa 25 Km a sud di Zara (Zadar), per le 10.30 siamo lì, lasciamo la macchina e si parte.
Il battello è un ex peschereccio in legno ben restaurato e attrezzato con terrazze panoramiche e cucine. Infatti prima di attraccare sulla maggiore delle isole pranziamo a bordo della sala interna trasformata in ristorante. L’avvicinamento alle isole ci fa costeggiare altissime scogliere in cui si riconoscono
gli strati di roccia che le compongono.
Guardando l’inclinazione degli strati geologici si capisce perché da un lato ci sono alte scogliere e dall’altro sprofondano gradualmente in mare.
Nell’isola dove attracca il battello c’è al centro un lago verde, formato anticamente dal mare e poi rimasto isolato, che con l’evaporazione ha raggiunto una salinità maggiore di quella marina che ci permette di rimanere a galla senza nuotare! Bisogna però stare attenti perché il fondale è un po’ torbido e, tanto per cambiare, sassoso.
Con un po’ di insistenza convinco Andrea a fare un breve trekking fino alla cima dell’isola (che caldo!) da qui lo spettacolo è bellissimo perché da una parte c’è il lago salato e dall’altra una scogliera bianca a picco su un mare blu scuro (quella che si vedeva dalla barca).
Il ritorno in barca è infinito, forse per via del caldo che oggi non è mancato o forse perché siamo ormai bruciati dal sole e dalla salsedine e non vediamo l’ora di fare una doccia con acqua dolce. Cena, breve passeggiata e a dormire.
Venerdì 13 agosto
Siamo ancora un po’ lessi per la gita in barca del giorno precedente e dopo colazione, senza cercare troppo in giro, ci dirigiamo verso la bella spiaggia di Primosten che offre il giusto relax.
Pranziamo in un ristorante nel paese raggiunto a piedi senza nemmeno smontare l’ombrellone e poi di nuovo in spiaggia. Dopo la giornata tranquilla torniamo in albergo ceniamo presto e usciamo per visitare Sibenik che in paese a quell’ora non è molto vivace… Sul lungomare invece ci sono locali turisti e bar a non finire. Ci fermiamo per un drink, io prendo un succo di fragola per disperazione visto che il cameriere non capiva tutti gli altri gusti che ho provato a chiedere
Sabato 14 agosto
Eh si, purtroppo bisogna partire, commentiamo che una settimana è veramente poco con tutte le cose che ci sono da vedere qui… facciamo i bagagli e ci avviamo: prima di arrivare a Spalato però abbiamo pensato di usare la giornata per visitare Trogir.
La cittadina è molto particolare e ricorda i paesini medievali delle nostre parti. Ha edifici in pietra e viuzze strette piene di negozi curati e ristoranti, e poi chiese perlopiù romaniche un piccolo castello/fortezza, porte e mura fortificate.
Dopo un giro al molo ombreggiato da file di alberi di palma si è fatta ora di pranzo e per finire le Kune (la valuta croata) rimaste entriamo in un ristorante. Dopo qualche decimo di secondo di esitazione sul menù, ordiniamo ottime portate di pesce, buoni in particolare i calamari grigliati; poi paghiamo (poco) e torniamo alla macchina.
Ri-partiamo verso Split: stavolta le file non ci sono state (menomale!) e arriviamo in anticipo. Ci fermiamo all’ombra in un giardino vicino al porto a rilassarci un po’, poi in fila per l’imbarco e al tramonto salpiamo.
Il viaggio di ritorno lo facciamo con la compagnia croata Jadrolinija che oltre ad avere navi vecchie e il personale di bordo più brutto mai visto, ci sistemano in una cabina senza bagno, sotto la linea di galleggiamento e vicino alla sala motori: vibra tutto e sicuramente se venissero a misurare i decibel dovrebbero togliere l’abitabilità a tutto il corridoio. Nonostante tutto io (solo) riesco a dormire abbastanza bene.
Domenica 15 agosto
Sbarco ad Ancona e viaggio di ritorno verso Roma. Vacanza finita, peccato!



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