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1 Febbraio 2008 di Giulio

Sabato 19

Partenza da Roma…
Dopo un viaggio da sardine, in 4 con tutta l’ingombrante attrezzatura da neve, e oltre al tempo che ci siamo dovuti fare lungo tutto il tratto che precede la Val Gardena in coda a causa del traffico, arriviamo finalmente al nostro albergo a Corvara sotto un cielo plumbeo.
L’albergo è posizionato bene, appena oltre un corso d’acqua semi congelato a poca distanza dal centro di Corvara: si può raggiungere il centro anche a piedi e durante il giorno c’è un servizio di ski-bus che fa la spola.
Infatti lasciamo subito la macchina al parcheggio dell’hotel e a piedi (almeno iniziamo a muovere le gambe, ormai atrofizzate dal lungo viaggio seduti) andiamo a comprare i costosi skipass “dolomiti superski”… no, la biglietteria ha già chiuso! Poi troviamo un posto dove cenare e un po’ stanchi torniamo in albergo a dormire.

Domenica 20

CorvaraUffa, il cielo è plumbeo anche al risveglio! Ormai siamo qui e un po’ tristi facciamo colazione e con le maschere da sci “anti-fog” al posto degli occhiali da sole ci dirigiamo alla fermata dello skibus a 30 metri dall’hotel. L’autista che guida con fin troppa disinvoltura ci lascia nei pressi della “cabinovia Boé”.

Passiamo prima a comprare finalmente gli esosi skipass e ci dividiamo: Stefania alla scuola sci e noi tre iniziamo a salire proprio dalla “Boé”.
Facciamo prima qualche pista Blu per “riscaldamento”, con l’idea di iniziare poi ad alzare la pendenza ma alla terza blu Antonio che viene tradito da un dosso mentre fa lo spavaldo, va lungo di faccia e, oltre ad aver rotto la maschera nella caduta si è morde la lingua lasciando una scia rossa sulla neve. Cominciamo bene… Oltre tutto ha iniziato a nevicare.

Lunedì 21

CorvaraRisveglio più luminoso, il cielo è coperto ma almeno oggi in alcuni punti si vede l’azzurro; solita colazione abbondante e skibus fino agli impianti e siamo in pista.
Oggi cominciamo ad esplorare meglio gli oltre 130 Km di piste a disposizione, ci dirigiamo verso S.Cassiano. Quando siamo dalle parti del rifugio di “Piz Sorega” il blu è sparito di nuovo e nevica ancora. Visto che è ora di pranzo ci fermiamo a pranzo ad un rifugio-griglieria-ristorante chiamato “Skikarosel” a scaldarci e rifocillarci con ottima carne alla brace! Poi anche se il tempo ci consente altre discese verso casa è in aumento la nevicata e torniamo indietro prima della chiusura impianti ad aspettare che Stefania finisca la lezione col maestro di sci.
Poi tutti insieme torniamo in albergo per lavarci e riposare. Cena a base di tagliatelle al capriolo e poi a nanna.

Martedì 22

CorvaraOggi la foschia è ancora tra noi e il sole crea un vago bagliore diffuso che elimina le ombre e nasconde le asperità del terreno.
Il nostro giro è in senso antiorario e ci dirigiamo, sempre sotto una noiosa scarsa (ma costante) nevicata verso Colfosco: da Corvara a Colfosco si può andare solo con un unico impianto (sia all’andata che al ritorno visto che è quasi in pianura) occorre quindi calcolare bene l’orario del rientro altrimenti se l’impianto chiude si resta a piedi!
A Colfosco ci sono sul versante destro alcune piste che sembrano belle, ma noi passiamo oltre e dopo aver preso una insolita cabinovia con la fermata intermedia arriviamo a Passo Gardena dove ci fermiamo a prendere uno strudel al nuovissimo e bellissimo rifugio “Jimmy’s Hütte”.
CorvaraRipartiamo, ha smesso di nevicare ma il sole non riesce a mostrarsi, intanto arriviamo fino a Selva di Valgardena e prendiamo l’impianto che ci porta fino al rifugio Ciamopinoi da cui parte la famosa pista “Saslong” che scende fino a S. Cristina. La Saslong parte con una discesona ripida (nera) che normalmente avremmo affrontato senza grossi problemi ma oggi, forse a causa degli sbalzi di temperatura di questi giorni, sembra che al posto della neve ci sia una lastra di vetrocemento che rende difficile il Corvaracontrollo; questo basta a farci evitare la nera (tappa del SuperG) e al bivio imboccare la bella rossa che scende larga nel bosco costeggiando anche il bel “Castel Gardena”.
Arrivati a S. Cristina ci affrettiamo a tornare verso Colfosco prima della chiusura impianti per non rimanere bloccati lì. …Appena in tempo, ultima corsa!
Torniamo ci riposiamo e poi riusciamo per provare un altro ristorante.

Mercoledì 23

CorvaraQuesta mattina cielo più azzurro e visibilità accettabile, usciamo in tutta fretta per dirigerci verso la meta di oggi: la pista che scende dalla vetta della Marmolada (3342)!
Per raggiungere gli impianti in fretta prendiamo il Boé poi scendiamo ad Arabba e lì prendiamo la funivia che ci fa salire fino a Porta Vescovo (2478): già da qui il panorama sul gruppo del Sella è bellissimo. Scendiamo una bella rossa poi una blu su un altopiano e un altro impianto ci fa raggiungere la lunga pista, prima ripida e poi pianeggiante che porta a Malga Ciapela: da qui parte una funivia a 2 campate (rinnovata da poco) e successivamente una più vecchiotta Corvara(che tra poco sarà sostituita) che ci portano a Punta Rocca, 3270 m e -17° C. Da Punta Rocca parte una bella e lunghissima rossa che scende fino al lago ghiacciato di Fedaia, per un totale di 1200 metri di dislivello: bellissima!
Dopo la discesona ci affrettiamo a tornare dalle parti di Arabba e poi Corvara prima che rischiamo di rimanere in questo versante dopo la chiusura degli impianti.
Giornata intensa che si conclude con un’ultima discesa della pista Boè prima di tornare all’albergo.
Ovviamente per cena si torna in paese per ricaricare un po’ di energie perdute durante la giornata.

Giovedì 24

CorvaraBella giornata, dopo il mega giro di ieri oggi non abbiamo voglia di allontanarci troppo da Corvara. Giriamo in pista tutta la mattinata, ci fermiamo un attimo al rifugio Pralongia, finalmente libero dalle nubi e proseguiamo per Piz Sorega da dove parte la famosa “Gran Risa” considerata una delle piste più belle delle Dolomiti, che si divide in una lunga e bella rossa e una bella e ripidissima nera che portano giù fino a La Villa.Corvara Altri giri poi per pranzo ci dirigiamo al bel rifugio di Passo Gardena – ottimo lo Strudel caldo con il gelato di vaniglia accanto - e nel pomeriggio Rimaniamo a sciare sulle piste di Col Fosco (non molte, ma piacevoli) dove dalla funivia vediamo anche alcuni camosci tra gli alberi. Poi torniamo al Margit, il nostro hotel e la sera usciamo a fare un giro e cenare sotto il cielo finalmente stellato!

Venerdì 25

CorvaraSole e cielo azzurrissimo e una visibilità invidiabile: mangiamo in fretta e subito skibus e risalita al Col Alto per godere del panorama su Corvara, Col Fosco fino a Passo Gardena da un lato e verso La Villa dall’altro. Poi discesa nuovamente a Corvara e su col Boé a prendere l’impianto che porta alla pista nera del Vallon fino ad oggi sempre immersa tra la nebbie. CorvaraBellissima la vista anche da qui, a destra scendendo si erge la Marmolada! Purtroppo all’orizzonte ancora nuvole, ma il tempo oggi è stato buono e la val Badia è stata graziata. Rimaniamo fino alla chiusura a girare per le piste che più ci sono piaciute visto che domani è il giorno della partenza e non avremo modo di sciare.

Sabato 26

CorvaraOggi si torna a casa, la vacanza è finita e dopo aver caricato in macchina (mai spostata durante la settimana!) tutta l’attrezzatura, ci avviamo verso Passo Gardena: anche oggi non lo vediamo libero dalle nuvole …e tutto sommato meglio così.
Vediamo passare dai finestrini Castel Gardena e tutti i paesi visitati “sci ai piedi” e già ci prende un po’ di nostalgia: siamo tutti d’accordo che per gli amanti dello sci/snowboard quello delle Dolomiti è sicuramente uno dei più belli e divertenti scenari europei.

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