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27 Gennaio 2008 di Giuliano e Ely

Mercoledì 3 ottobre

La data della partenza è finalmente arrivata!
Abbiamo prenotato il volo con un po’ d’anticipo (con Vueling) per 60 euro a testa A/R, ottimo! L’orario di partenza previsto è 14.10 ma a causa del maltempo a Parigi il nostro aereo è arrivato in ritardo per cui siamo partiti da Fiumicino alle 15.20 e arrivati a Charles De Gaulle alle 17.15 circa.
Con facilità abbiamo acquistato la carta musei “Paris Museum Pass” valida per 2 giorni a 32 euro ciascuno e senza nessuna difficoltà anche la Carta Orange settimanale per i trasporti pubblici nelle zone 1-5 (quindi aeroporto compreso).
Le indicazioni sono chiare e con il nostro inglese riusciamo a comunicare e a prendere la RER B che ci porterà al piccolo appartamento che abbiamo affittato. (La RER è un treno metropolitano che nel tratto periferico della città è in superficie mentre avvicinandosi al centro diventa anche sotterraneo).

Siamo in ritardo e il proprietario ci ha telefonato non vedendoci arrivare, comunque viste le indicazioni precise in nostro possesso siamo arrivati alla fermata Les Halles e tramite un ascensore direttamente al livello stradale nella via dell’abitazione!
Alle 18.40 incontriamo il proprietario che è cordiale ma poco accomodante a venirci incontro: gli abbiamo chiesto di poter lasciare le valigie nel giorno della nostra partenza visto che dobbiamo liberare la casa domenica mattina entro le 12.00 ma il volo del ritorno è nel tardo pomeriggio… quindi siamo costretti a incollarci le valigie per parecchie ore.

La casa è molto piccola: praticamente un monolocale all’interno di un vecchio stabile, ma in posizione centralissima e arredato bene.
Andiamo subito a fare un po’ di spesa e nel supermarket della catena G20 nelle immediate vicinanze: con 16 euro compriamo latte, acqua, carne, scottex, cocacola, pomodori, frutta e le prelibate patatine coniche “3d’s Bugles”, purtroppo introvabili in Italia.
Rincasiamo e ceniamo rapidamente e poi ri-usciamo per visitare la torre Eiffel: è alta, luminosa, grande! Dopo aver assistito alle 22.00 allo spettacolo di luci intermittenti che si tiene per 10 minuti allo scoccare di ogni ora,
Torre Eiffelandiamo a fare i biglietti per accedere con l’ascensore al 3° piano, ma al botteghino ci dicono che è possibile salire anche a piedi e così acquistiamo i biglietti per accedere fino al secondo piano a piedi (4 euro a persona).

E’ cominciata la salita: dopo “un paio di rampe” con gradini in ferro battuto giungiamo al primo piano. Lungo il perimetro del balcone intorno alla torre, a intervalli regolari, si trovano dei pannelli informativi che illustrano cosa è possibile vedere rispettivamente da ciascun punto di vista: bel panorama! Nello stesso piano si trovano anche altri pannelli con informazioni sulle caratteristiche costruttive della torre, uno di questi descrive prfino le variazioni di inclinazione della torre dovute alla dilatazione del metallo esposto al calore del sole.
Procediamo e dopo altri gradini siamo al secondo piano: qui c’è un ufficio postale che consente di spedire cartoline con un timbro speciale della torre Eiffel, purtroppo non abbiamo pronte le cartoline e comunque è chiuso.

Visto che a piedi non è possibile salire oltre, acquistiamo il biglietto per arrivare fino in cima con l’ascensore (3,70 €) in breve siamo sulla sommità: c’è un po’ di vento ed è necessario coprirsi bene, ed è pieno di turisti! Qui a differenza dei piani inferiori il terrazzo è chiuso da vetri; come nel primo piano sono presenti i foto-pannelli descrittivi del panorama. Tutto intorno in alto c’è una cornice con riportate nome bandiera e distanza delle principali città del mondo orientate per ciascuna direzione.
Scendiamo dando la precedenza ad una numerosa e rumorosa scolaresca italiana (marchigiana) fino al secondo piano dove, dopo un po’ d’attesa al freddo, cambiamo ascensore e arriviamo a terra.
Ancora un’occhiata alla maestosa torre e via verso la metro prima che chiuda.
Verso l’una siamo a casa e si conclude così la nostra prima giornata parigina.

Giovedì 4 ottobre

Questa mattina ce la siamo presa comoda e non ci siamo con l’orario: è tardi! Usciamo e attraversando il ponte “Au Change” in una uggiosa Parigi, arriviamo direttamente alla Conciergerie e così visitiamo il primo dei luoghi inclusi nella nostra “Paris Museum Pass”.
C’è poca gente ed entriamo subito: all’ingresso si apre un enorme salone dove sono ancora visibili i camini delle cucine (situati lateralmente). Poi proseguendo visitiamo la cella di Maria Antonietta, la Cappella Espiatoria, il giardino esterno detto il “cortile delle donne” e le altre celle dei prigionieri.
Usciamo e proseguiamo con la visita alla Sainte Chappelle che era destinata a conservare le sacre reliquie. È costruita su due piani di cui il primo non molto alto con colonne colorate blu e rosse; si accede al piano superiore attraverso una scala a chiocciola. Qui ci si manifesta per la prima volta il gotico parigino con le alte vetrate completamente colorate. Bella!

All’uscita abbiamo dato un’occhiata esterna al palazzo di giustizia e poi si va verso Notre Dame. Eccola: imponente, austera, proprio così come l’avevo immaginata! Notre DameAnche il cielo plumbeo contribuisce a darle quell’aspetto tetro che ben si concilia con la presenza dei suoi famosi Gargouilles. Un’occhiata rapida all’interno e poi usciamo per salire sulle torri. Poca fila (~10 minuti) e si inizia la scalinata (con una sosta obbligata dallo staff al negozio dei souvenir). Siamo finalmente accanto al famoso Gargouille “pensieroso”. Gargouille pensierosoQui la vista sui tetti parigini e tutta la città è spettacolare.

Nonostante la foschia e visibile anche il Sacro Cuore e la Torre Eiffel. Procediamo ancora più in alto – con qualche foto alle altre chimere e mostri vari – e arriviamo alla campana di Quasimodo. All’interno di questa torre campanaria c’è una apposita struttura in legno di quercia che fa da telaio per attutire le vibrazioni ed evitare così che la pietra della torre si spacchi. Ancora altre scale e siamo in cima, il panorama è proprio incantevole.

Alle 14 pranziamo con i panini seduti di fronte alla facciata principale che poi osserviamo con attenzione leggendo sulla guida la descrizione dei 3 diversi portali; Dopo Notre Dame andiamo anche a visitare la cripta (sotto la piazza antistante la facciata) che documenta precedenti insediamenti.
Attraversiamo il Petit Pont e arriviamo nella chiesa di San Severino nel pieno del quartiere Latino. Entriamo e più che alle ben note vetrate gotiche rivolgiamo la nostra attenzione ad una colonna, in fondo alla chiesa, molto originale perché ritorta (tipo fusillo ).
Poi ci dirigiamo a piedi verso il Pantheon passando davanti all’università di Parigi “la Sorbona”.

All’esterno il Pantheon non ci entusiasma; dentro le pareti sono ricoperte da dipinti e al centro è collocato il pendolo di Focault (una riproduzione). Riteniamo di non salire sulla cupola e preferiamo visitare la vicina chiesa di Saint Etienne du Mont dove si venera S.Genoveffa; all’esterno una torre sembra un matitone! L’interno è proprio bello e particolare, è caratterizzato da un passaggio elevato che traversa la navata centrale, collegato ad un ballatoio, il tutto sorretto da colonne a cui si accede da due scale a chiocciola lavorate. chiesa di Saint Etienne du MontNotevole anche un pulpito sostenuto da una scultura lignea a forma di Sansone.

Decidiamo di prendere la Metro che ci porterà a Saint Sulpice ma prima di scendere una fragranza di dolce investe il mio olfatto e come un segugio arrivo alla patisserie dove gustiamo la prima golosità parigina: “Croissant au Pommes”… cornetto ripieno alle mele!
Di fronte alla metro “Cardinal Lemoine”, sull’angolo opposto, c’è anche un’altra pasticceria, alla quale però rinunciamo.

Scendiamo con la metro alla fermata “Mabilon” e percorriamo la via omonima per arrivare a Saint Sulpice la cui facciata principale e la fontana nella piazza antistante sono “incartate” perché in fase di restauro. Entriamo: all’interno, in una delle vetrate, c’è un foro che permette ad un raggio di sole di proiettarsi sul pavimento della navata: il percorso che il raggio traccia a terra durante l’anno è segnato da una striscia di rame (La “Linea della Rosa” del “Codice Da Vinci”) alle cui estremità ci sono un obelisco ed una lastra di marmo che corrispondono rispettivamente a equinozi e solstizi. Particolari sono anche due acquasantiere costituite da conchiglie (vere) sorrette da basamenti marmorei a tema marino scolpite da Pigalle.

Usciamo, torniamo indietro per visitare Saint Germain des Pres la più antica chiesa di Parigi (romanica con interno tetro e colonne colorate di verde). Nella vicina piazza una fontana moderna riproduce l’effetto dello scioglimento della neve che provoca la formazioni di grossi blocchi di ghiaccio.
Finalmente siamo arrivati (a piedi) al Museo d’Orsay, prima però merendina con una “specie di crostatina” alla crema di pesca. Foto di rito agli animali in bronzo davanti all’ingresso e poi andiamo ad immergerci nell’arte.

Senza fila entriamo e decidiamo di salire subito all’ultimo piano dove sono esposti i quadri degli impressionisti più famosi: Cezanne, Van Gogh, Degas, Monet, Pissarro. Prima di arrivare all’ultimo piano abbiamo fatto una breve sosta al piano intermedio dove abbiamo scattato alcune foto alla struttura del museo (ex stazione ferroviaria Gare d’Orleans) Museo d’Orsaye poi ancora qualche foto dalla terrazza panoramicissima sulla Senna, sullo sfondo il Sacro Cuore e di fronte il Louvre. Poi, prima di uscire, siamo ridiscesi al piano intermedio dove abbiamo visto la “Porta dell’Inferno” di Rodin e altre grandi sculture. Distrutti dalla nostra interminabile giornata rincasiamo.

Venerdì 5 ottobre

Per sfruttare la nostra seconda e ultima giornata della carta museo la prima cosa che abbiamo deciso di visitare è stata il museo del Louvre: Louvresiamo entrati dal passaggio Richelieu abbastanza rapidamente e ci siamo diretti verso la Nike di Samotracia. Poi abbiamo ammirato le opere esposte nella galleria dei pittori italiani e finalmente di fronte alla Gioconda o Monna Lisa, emblema del museo e dipinto più famoso di Leonardo da Vinci, che dietro ad uno spesso vetro è ammirata da molti turisti e osserva di fronte le “Nozze di Cana” del Veronese. Poi siamo scesi al pianterreno per vedere lo “Schiavo Morente” di Michelangelo e uscendo Psiche rianimata dal bacio dell’Amore di Canova. Foto di rito sotto la piramide di vetro e acciaio e fine della prima tappa al Louvre.

Siamo arrivati a piedi al museo d’Orsay (un po’ di lungosenna con il sole) e da qui con la metro siamo arrivati alla fermata “Invalides”.
Mangiamo un panino seduti su una panchina dei giardini di fronte all’entrata degli Invalides, quella coi cannoni, e poi entriamo. All’interno c’è il museo della guerra che non abbiamo visitato dirigendoci subito alla tomba di Napoleone: sontuoso sarcofago in porfido rosso nella cripta della chiesa du Dome. Di seguito con l’autobus verso l’Arco di Trionfo.
Sempre grazie alla carta museo siamo saliti fino in cima all’arco, sulla terrazza, per gustare nuovamente Parigi dall’alto.

Scendiamo, e con la metro arriviamo a “Jardins des Tuileries” passeggiata abbastanza lunga in un parco molto autunnale e ben tenuto. Poi Place Vendom e parte di Rue Saint Honorè, zone dove tutto costa caro! Orologi a sei cifre!
Arriviamo a la Madeleine dove sono in corso le prove per uno spettacolo (probabilmente musicale) vista la presenza di persone che armeggiavano con lunghi tubi: uno parlava ad una estremità e un altro ascoltava il suono dall’altra.

È ora di merenda, così ci mettiamo in fila in una nota pasticceria, Laduree, (che in patria ci avevano consigliato) che è anche un sala da tè molto alla moda. I dolci a disposizione non sono di mio gradimento così acquistiamo per la “modica” cifra di sei euro una pastarella con pasta sfoglia panna e fragole. Anche se il dolce non è tra i miei preferiti il packaging elaborato ripaga in parte i soldi spesi. Per gustare la “preziosa” pastarella arriviamo a Place de la Concorde dove la addentiamo tra le nostre foto e il sorriso di un automobilista fermo al semaforo. Situazione molto divertente.
Foto anche alla piazza con le fontane, la ruota, l’obelisco egizio e Palais Bourbon e, naturalmente, l’immancabile Torre sullo sfondo.
Il sole sta tramontando quindi… è giunta l’ora della seconda visita al Louvre. Ancora foto della piazza con le piramidi al crepuscolo e, sempre senza fila, eccoci di fronte alla Venere di Milo, e al Sarcofago degli Sposi e a tutta la stupefacente raccolta conservata nell’ala Egizia del museo.
Usciamo che è gia buio.

Ceniamo rapidamente e siamo di nuovo in strada per il tour notturno che prevede un giro “lungosenna by night”. Prima di tornare a casa passiamo dal centro Pompidou che vediamo esternamente (non rimaniamo così colpiti) per verificare se il giorno successivo (sabato della notte bianca) il centro fosse stato aperto: ma non è così, aprirà solo nella mattinata di domenica. Torniamo a casa: buonanotte.

Sabato 6 ottobre

Finalmente oggi si va dal Sacro Cuore. Il quartiere limitrofo è colorato e vivace, un po’ come Piazza Vittorio a Roma Salendo ci inerpichiamo sulla direttissima che porta alla scalinata. La giornata è luminosa e calda ed è veramente uno spettacolo vedere le cupole puntare verso l’azzurro del cielo. Sacro CuoreProcediamo sulla scalinata con dovute soste per goderci al meglio tutte le possibili visuali. Entriamo in chiesa dove è proibito fare foto e la sorveglianza è severa (se ti vedono ti fanno cancellare subito le eventuali foto digitali scattate). All’interno la Basilica è molto luminosa (a differenza di tutte le altre chiese visitate) ed è più romanica che gotica; facciamo alcune foto () e poi saliamo sulla cupola.
Dalla cima Parigi appare ai nostri piedi, ottima visuale! Dopo foto e panorami scendiamo alla cripta, (che è un po’ spoglia) visitabile sempre con il biglietto di 5 euro gia acquistato per l’accesso alla cupola.

Pranziamo seduti sulla scalinata (un po’ come quella di Piazza di Spagna) allietati dal sottofondo di un artista di strada ben organizzato che proponeva un repertorio consono all’ambiente (dylan marley ecc). Ancora una visita all’interno e poi scendiamo per un giro a Montmartre prendendo la breve funicolare (compresa nell’Orange Card) passando anche da “Collignon” il fruttivendolo che si vede nel film “Il favoloso mondo di Amelie”!
Passiamo velocemente al muro del “ti amo”: piastrelle blu sulle quali è scritto in bianco “ti amo” in più di 300 lingue e scendiamo alla bella fermata della metropolitana “Abbesses” in stile Liberty raggiungendo con una serie infinita di scale i treni per poi dirigerci al Moulin Rouge (fermata metro Blanche, anche questa in stile Liberty).

Solo una foto di fronte al famoso locale col mulino e poi andiamo a S.Martin: il vecchio canale con le chiuse.
C’è ancora il sole e decidiamo di tornare nuovamente a Notre Dame per dare un’occhiata più approfondita all’interno. Nonostante l’ora c’è un po’ di calca per entrare, dovuta ad una sontuosa celebrazione in corso con moltissimi prelati.
Siccome non avevamo ammirato la fontana Stravinsky velocemente tornando verso casa passiamo dal Centro Pompidou, ma è già quasi buio e, nonostante la fontana sia molto colorata e particolare, le ombre serali non rendono la sua bellezza.
Rincasiamo ceniamo e di nuovo fuori per la notte bianca (alla quale si aggiungono i festeggiamenti per la vittoria della Francia al campionato mondiale di Rugby).

Arriviamo a Piazza della Bastiglia invasa dai festeggiamenti con la colonna Juillet al centro e dopo una bella passeggiata (pima siamo andati erroneamente in direzione opposta) siamo arrivati a piazza Vosges occupata quasi interamente da un giardino (chiuso la notte) e circondata da palazzi con le facciate tutte uguali. Qui c’è anche la casa di Victor Hugo che è possibile visitare gratuitamente in occasione della notte bianca; noi non lo facciamo a causa della lunga fila. Non contenti proseguiamo il tour notturno con l’Opera, Les Invalides e il Petit Palais prima di andare a dormire.

Domenica 7 ottobre

È l’ultimo giorno per cui dopo aver ripulito casa e fatto le valigie (che siamo obbligati a portare con noi) siamo in strada: facciamo un giro ai monumenti vicini che non abbiamo ancora avuto modo di vedere. Girato l’angolo troviamo subito la fontana degli Innocenti e poi proseguendo in direzione Les Halles, traversiamo un complesso moderno costituito da fontane giardini e centri commerciali e giungiamo alla chiesa di S. Eustachio che visitiamo internamente.
Caratteristiche sono le volte e naturalmente le vetrate che illuminate dal sole di una bella giornata proiettano i loro colori all’interno della navata.
Quando usciamo il giardino è affollato e scattate alcune foto alle fontane del parco procediamo, passando davanti al centro commerciale (chiuso) “La Samaritane”, verso la chiesa di S. Germain l’Auxerois. La chiesa si trova proprio di lato al Louvre e presenta un campanile alto ottagonale in stile gotico fiammeggiante. È stata la parrocchia dei Reali di Francia.

Con una giornata così primaverile torniamo ai lungosenna per le ultime foto.
Purtroppo è ora di andar via, passiamo di fronte alla “fontana Egizia” con le Sfingi e alla torre di San Jacques (in restauro) e poi ci imbarchiamo in metropolitana e RER verso l’aeroporto. Ci allontaniamo da Parigi con un bellissimo ricordo e con l’intenzione di tornarci.

Guarda alcuni libri utili su Parigi.

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