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20 Marzo 2008 di Fernando

18-giugno:

fioreSiamo in 4, il viaggio per raggiungere Villasimius è stato non proprio comodissimo nell’Alfa 147 con i bagagli anche tra i due passeggeri sul sedile posteriore, ma ora finalmente siamo arrivati.
Passiamo all’agenzia per avere le chiavi dell’appartamento e uno dello staff ci accompagna alla casa: è carina, al piano terra c’è soggiorno con angolo cottura, bagno e una piccola camera con 2 letti a castello, poi una scala porta ad un piano superiore, che con un ballatoio si affaccia sul soggiorno, con una altro bagno e una camera più grande; in più c’è un piccolo giardino fioritissimo con doccia e barbecue in muratura e garage, fondamentale per partire con la macchina fresca!
Come tradizione il primo giorno ci tocca fare spesa, anche se a casa olio, sale, zucchero, detersivi e carta igienica già ci sono: decidiamo di utilizzare quanto prima il barbecue e acquistiamo anche un paio di sacchi di carbonella. Facciamo un giro per il corso del paese – molto turistico rispetto a gli altri che abbiamo traversato qui nella Sardegna meridionale – e prenotiamo un tavolo in un ristorante per la sera e torniamo a casa per riposarci e farci una doccia.

19-giugno:

Cala PiraSveglia di buon mattino con un bel sole e colazione in giardino aprono bene la giornata! Oggi per iniziare ci dirigiamo verso nord sulla bella strada panoramica SP18 per raggiungere la spiaggia “Cala Pira” segnalata sulla guida tra quelle da non perdere! Nel tragitto ci fermiamo in vari punti ad ammirare le coste dall’alto, una tra tutte Punta Molentis che ci colpisce per il blu e turchese intensi dell’acqua.
Arrivati alla spiaggia, appena il tempo di posizionare ombrellone e asciugamani e siamo in acqua! Bellissima e trasparente! Anche il paesaggio intorno è molto bello: una lingua di sabbia fine e bianchissima delimitata a destra da una collinetta coperta di vegetazione che arriva al mare con un tratto scoperto di scogliera e a sinistra da una torre che spunta tra pini cespugli e bassi alberelli come una pennellata bianca nel verde.
Punta MolentisPassiamo qui tutta la giornata approfittando per andare a vedere da vicino sia la torre (chiusa ma tenuta benissimo) che la scogliera, che da vicino non è poi così ripida e offre molte insenature in cui fermarsi a riposare sui comodi massi levigati dal mare.
Al ritorno verso casa ci fermiamo di nuovo a Punta Molentis e stavolta arriviamo fino alla spiaggia dove facciamo un giro di “ricognizione” di una ventina di minuti. Prima di tornare a casa passiamo in pescheria ad ordinare il pesce che domani cucineremo alla brace!

20-giugno:

Punta MolentisAnche oggi tempo splendido e colazione all’aria aperta tra bouganville e ibisco. Partiamo un po’ più tardi di ieri ma già sappiamo dove andare: Punta Molentis! In breve arriviamo a destinazione, e posizioniamo i teli mare e le altre cose nella porzione sabbiosa di spiaggia che si affaccia a ovest; la piccola caletta sabbiosa infatti si è formata lateralmente nell’istmo che unisce la costa con un tratto roccioso pochi metri più a sud, formando una penisola. Di fronte a Punta Molentis, guardando a est, 4 Km più al largo c’è Serpentara, una piccola isola rocciosa stretta e lunga disposta parallelamente alla costa, raggiungibile solo con una imbarcazione.
La particolarità di questo luogo sta proprio nella parte più rocciosa che porta ancora i segni dello sfruttamento che c’è stato nell’antichità: il granito grigio chiaro veniva tagliato per ricavarne blocchi regolari per costruzione. Punta MolentisPasseggiando per gli scogli innaturalmente piatti, si notano i buchi creati per spaccare il granito in punti stabiliti, e dei mucchi di blocchi regolari scartati e gettati qua e la: il tutto contrasta con gli scogli intagliati dalla natura che assumono forme tutt’altro che regolari che creano personaggi fantastici e mostri di pietra. Il bianco del granito al sole e l’acqua turchese e cristallina creano scenari meravigliosi e piscine naturali tra le più belle viste in Sardegna! Da vedere!
Prima di tornare a casa passiamo a ritirare il pesce che dopo la doccia (tranne Mauro, l’addetto al barbecue che la farà dopo cena) ci spazzoliamo: trancio di salmone, trancio di spada, calamari arrosto e gamberoni… spettacolari!

21-giugno:

Dopo la solita colazione bucolica, oggi più leggera dopo la cena di ieri, ci avviamo per la terza volta a nord, sempre verso la Costa Rei. Dopo aver passato l’incrocio per Cala Pira, al bivio giriamo a destra, poi di nuovo a destra su una sterrata che porta ad un parcheggio (polveroso) dove lasciamo la macchina.
Cala SinziasDa qui si arriva in spiaggia nell’estremo più meridionale di Cala Sinzias una lunga (più di 1km e mezzo) falce sabbiosa che si estende lungo l’asse sud-nord.
Posiamo dopo una trentina di metri le “attrezzature” in spiaggia e ci dirigiamo sul promontorio che a sud delimita la spiaggia per avere maggiore visuale: subito a sud del promontorio c’è una piccola caletta di ciottoli con alcune canoe ormeggiate e un mare turchese malto bello, mentre guardando verso nord si apprezza l’estensione della spiaggia che arriva quasi al paesino di S.Elmo, dietro cui si innalzano due colline simili a coni vulcanici. Tra bagni (qualche medusa di troppo in alcuni punti) e passeggiate restiamo qui fino a tardo pomeriggio, poi torniamo a casa. Per cena troviamo un ristorante sulla strada (la SP17) che va verso Porto Sa Ruxi, all’altezza di Villaggio Mandorli che ci prepara delle bistecche si tonno buonissime!

22-giugno:

Porto Sa RuxiProprio alla spiaggia di Porto Sa Ruxi (che di portuale non ha proprio niente) dedichiamo questa giornata!
Già dall’alto la spiaggia promette bene, anche se per raggiungerla a meno che la macchina non sia alta dal suolo o una jeep è consigliabile proseguire a piedi…
Porto Sa RuxiQuesta spiaggia non è attrezzata (per fortuna abbiamo portato la borsa termica con h2o e panini) e questo, sommato al tragitto a piedi, la rende poco frequentata. Altra particolarità positiva, è la forma: non è una unica cala ma piuttosto quattro cale consecutive che creano aree più nascoste e zone miste tra sabbia scogli e ciottoli: insomma per tutti i gusti. Porto Sa Ruxi
Da segnalare a ridosso della spiaggia, sulle dune costiere, gli alberi dai tronchi così contorti da sembrare “annodati”. Passeggiando verso ovest ci sono dei punti dove tra le tipiche rocce bianche della zona si inseriscono vene di roccia giallo ocra di diversa consistenza che crea curiosi effetti cromatici.
Un peccato andare via!

23-giugno:

Costa ReiDi nuovo in Costa Rei, torniamo di nuovo e proprio nella spiaggia che da il nome alla costa. Oltre S.Elmo ci fermiamo subito prima della zona di Villa Rei e, lasciata la macchina, entriamo in spiaggia da un breve sentierino tra alte pareti di vegetazione: la spiaggia non è brutta, ma una antiestetico recinto che delimita una casa in stato di abbandono proprio al confine con la spiaggia ne compromette l’aspetto e poi non corrisponde alla descrizione della nostra meta. La spiaggia è lunga e in parte attrezzata a metà c’è un grande chiosco circolare tipo bungalow, sarà più di mezzo chilometro: meglio arrivarci con la macchina (che tra l’altro era posteggiata un po’ male).
Entriamo in una strada un Km più a nord con un grande parcheggio sulla sinistra, lo superiamo e troviamo posto a 10 m da una bella spiaggia vicino ad un grande scoglio. Scoglio di PeppinoCi posizioniamo qui, e come sempre facciamo il bagno subito per rinfrescarci: l’acqua non è pulitissima ma solo in alcune zone in cui la corrente porta un po’ di robaccia. A piedi scavalchiamo una collinetta e ci appare una bellissima mini-caletta tropicale con subito a seguire il famoso “Scoglio di Peppino” estremo meridionale della spiaggia di 7 chilometri della Costa Rei. Qui l’acqua è pulita e con la maschera abbiamo visto tantissimi pesci. Unica nota stonata, ma forse non per tutti, l’affollamento e l’organizzazione della spiaggia con la possibilità di affittare moto barche pedalò ombrelloni lettini e quant’altro! Grande contrasto con la spiaggia selvaggia di ieri.

24-giugno:

Spiaggia di VillasimusPenultimo giorno qui e ultimo giornata “piena” da dedicare al mare. Non si poteva lasciare Villasimius senza una visita alla spiaggia di Villasimus! La lunga spiaggia a sud del paese si divide in due lunghe cale di circa 1 km ciascuna: la prima scorre quasi rettilinea da nord-ovest a sud-est la seconda, chiamata che prende il nome di Spiaggia Porto Giunco, continua lo stesso andamento ma curvando un po’ più a sud e diventando una grande striscia sabbiosa compresa tra lo stagno di Notteri (in cui si possono vedere i fenicotteri rosa) e il mare. Isola di Cavoli con il caratteristico faroAll’estremità meridionale dell’istmo, dopo un’altra minuscola caletta, un promontorio con sopra una torre diroccata offre una magnifica vista sulla zona, sia dalla parte dello stagno, sia guardando verso sud sull’isola di Cavoli con il caratteristico faro. Per raggiungere la torre c’è una fitta rete di sentierini che serpeggia tra i cespugli spinosi e profumati partendo sia dalla mini-spiaggetta a ridosso del promontorio sia dall’ultimo tratto della spiaggia di Porto Giunco (e questo è più largo e comodo).
Anche se col caldo estivo traversare i roventi e spinosi sentierini in salita è faticoso, sicuramente la vista che si ha dalla cima del promontorio o, meglio ancora, Torredalla cima della torre ripaga della sudata, e poi una volta tornati giù alla spiaggia si apprezza sicuramente un bagno rinfrescante nell’acqua azzurrissima e trasparente! Restiamo nella piccola caletta fino a tardi anche se qui l’ombra arriva prima che nelle altre spiagge e andiamo via per ultimi chiudendo qui la bella settimana in questa zona della Sardegna che sicuramente non ha nulla da invidiare alla più nota e turistica Costa Smeralda.
Domani purtroppo si torna a casa. :(

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