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19 Marzo 2008 di Stefano

Giorno di partenza, mattinata dedicata ai preparativi per il viaggio. Bagagliaio pieno: borsoni, zaini, borse termiche anche il sedile posteriore è occupato: d’altra parte abbiamo portato con noi mute, tute speleo e caschi con tikke, stivali, scarpe da trekking, pinne e maschere (tutto x due) che poi ci torneranno utili…
EtnaPartiti nel pomeriggio da Roma siamo arrivati al porto di Salerno con largo anticipo rispetto all’orario di imbarco e prima della partenza abbiamo consumato i nostri panini sul lungomare con calma godendoci un bel tramonto. Alle 22.30 siamo al molo per l’imbarco, dove dopo qualche giro a vuoto abbiamo ritirato il biglietto della linea Caronte & Turism prenotato online qualche settimana prima.
Siamo tra i primi a salire a bordo e scegliamo un posto su un divano con l’idea di sdraiarci lì per dormire. Dopo una notte poco riposante per la scomodità del giaciglio arriviamo a Messina; un po’ di traffico, ma grazie al navigatore riusciamo ad entrare in autostrada facilmente.
Usciamo a “Fiumefreddo” per arrivare poco dopo a Mascali, dove si trova l’appartamento che abbiamo prenotato (anche questo su internet). La casa, di nuova costruzione, è carina, funzionale con arredi nuovi e ordinata e completa di un ampio terrazzo e un garage per la macchina.
Pranziamo, un riposino pomeridiano per rigenerarci dopo il lungo viaggio e poi andiamo a fare la spesa e un giro nei dintorni. Sullo sfondo di ogni panorama spunta la cima fumante del vulcano Etna, che sarà una costante presenza per tutta la durata della nostra vacanza

Primo giorno

Sveglia comoda e prima colazione. Dal momento che nel pomeriggio abbiamo appuntamento con un amico a Nicolosi, decidiamo intanto di visitare gli “Aci” partendo dal più a sud: Aci Castello. E’ caratterizzato da un castello su una rupe lavica originatasi da una eruzione sottomarina, circondata da scogli affollati da bagnanti; scendiamo anche noi sotto la rupe e facciamo il giro degli scogli risalendo dalla scalinata che porta alla Aci Castellopiazza di fronte all’entrata del castello (chiuso) e qui seduti sulla panchina in ombra sotto una palma ci fermiamo ad ammirare i Faraglioni dei Ciclopi. Decidiamo di pranzare in ombra sulla scogliera da dove si gode ancora il panorama del castello. Ora ci dirigiamo ad Aci Trezza per vedere velocemente i Faraglioni dei Ciclopi da vicino e dopo qualche foto proseguiamo per Nicolosi.
Le strade sono deserte e roventi, ci fermiamo ad una fontanella per bere e arriviamo all’appuntamento giusto in tempo. Il nostro amico ci accompagna per il “tour speleologico” che parte dalla Grotta delle Palombe (di cui vediamo solo l’ingresso) appena fuori Nicolosi, e prosegue verso la cima dell’Etna fino al Rifugio Sapienza da dove ridiscendiamo verso Zafferana Etnea per vedere alcune grotte laviche usate come neviere nella “tenuta del Vescovo”. A seguire scendiamo i primi metri della “Grotta dei Tre Livelli”, una delle più estese e poi dopo qualche Km indossiamo l’attrezzatura speleo e entriamo e visitiamo fino in fondo la “Grotta del Cassone”, molto interessante perché all’interno si vedono sulle pareti i “blister”, cioè bolle di lava esplose, e i segni dello scorrimento della lava che ha formato il tunnel.
Torniamo a Nicolosi dove tutti insieme ceniamo in una ottima pizzeria “Antichi Proverbi”, ci salutiamo e noi torniamo verso casa (con qualche problema causato dalle deviazioni del traffico per le feste patronali: grazie navigatore gps!).

Secondo giorno

La meta di oggi sono le gole dell’Alcantara. Il percorso per raggiungerle e in più punti caratteristico: vediamo paesetti arroccati, attraversiamo distese di agrumeti e ponti sul fiume che da il nome alle gole.
AlcantaraL’ingresso per accedere alle gole è a pagamento (€ 3,50) e con altre tariffe si possono scegliere diversi tipi di escursioni con accompagnatori e attrezzatura a nolo, che vanno dalla passeggiata con vista del fiume dall’alto al canyoning.
Visto che abbiamo portato le mute, acquistiamo solo il biglietto semplice e scendiamo giù fino all’ingresso delle gole dove sopra i costumi indossiamo le mute e affrontiamo le gole.
L’acqua nonostante siamo ben coperti è molto fredda, tuttavia ci sono persone che si immergono con il solo costume (saranno norvegesi?). Il livello dell’acqua aumenta man mano che ci si inoltra nella gola, e così la corrente: le pareti di roccia lavica (basalto) mostrano le caratteristiche formazioni colonnari.
Quando l’acqua diventa così profonda da dover procedere a nuoto contro corrente (tipo salmone) decidiamo, anche perché la macchina fotografica non è subacquea, di tornare indietro e ci facciamo trasportare dalla corrente fino all’uscita del canyon. Poi ci leviamo le mute e le stendiamo ad asciugare e ci sdraiamo al sole per riscaldarci e riposare.
Pranziamo su un angolino ombra/sole sulle rocce tonde intorno alle sponde del fiume e restiamo fino al poco prima del tramonto. Il torrente a valle delle gole è carino ma non abbiamo avuto tempo di fare un’escursione anche lì, ma la giornata è stata piena e gratificante già così.

Terzo giorno

Ginestre a Zafferana EtneaL’Etna, il più grande vulcano attivo d’Europa! (come recita la guida). E così, guidati dall’insostituibile navigatore TomTom, procediamo verso Zafferana Etnea, il paesaggio è molto bello anche per il contrasto tra il nero della lava e il verde-giallo delle ginestre in fiore (qui crescono ad albero). Poco prima di arrivare al rifugio Sapienza ci fermiamo per un trek che ci porta ad ammirare la parete verticale nata dalla cascata di lava solidificata durante le ultime eruzioni incastonata in un panorama verdeggiante e fiorito.
Arrivati al rifugio da cui parte la cabinovia, acquistiamo un biglietto di sola andata (13 euri a cranio) per la funivia che ci porta a quota 2500m. Da qui si può proseguire a piedi o pagare e raggiungere la cima con degli appositi furgoni-fuoristrada: noi decidiamo di farcela a piedi.
Etna - Deserto lavicoCi incamminiamo sulla strada tra la polvere delle navette con i turisti e per evitarla tagliamo tra le dune del deserto lavico. Si avanza a fatica affondando nella sabbia lavica e il percorso è un po’ lungo e termina in un piazzale ventoso a quota 2800m nei pressi di alcuni crateri minori. Da qui per motivi di sicurezza si può salire ancora solo a piedi con una guida, per noi vista l’ora (le 16 passate) è il capolinea. L’aria è ventosa e fa freddo (c’è ancora ghiaccio ad agosto) per cui mangiamo velocemente e cominciamo la discesa attraversando crateri fumanti e colorati dai vari tipi di minerali. Anche a ritorno tagliamo per il deserto lavico arrivando alla funivia (aveva chiuso) e poi attraverso le piste da sci (ora pietraie) giungiamo alla macchina. Siamo pieni di polvere nera e di sabbia negli scarponi da trekking e bruciati dal sole ma soddisfatti della giornata.

Quarto giorno

Dopo l’entroterra si va al mare! Ci dirigiamo a Pozzillo, giù dopo Giarre verso Catania, nota per la sorgente di acqua minerale che in realtà è una fontanella di buona acqua minerale posizionata nella piazza principale, all’interno di un’insenatura del porticciolo, tenuta non molto bene e un po’ sporchina, per cui decidiamo di andar via. StazzoArriviamo a Stazzo e ci posizioniamo per un po’ sulla scogliera vicino alla chiesa di S.Tecla. Gli scogli non sono comodi ma abitati da granchi blu, pomodori di mare e altre creature.
Il mare si alza e ci “convince” ad andare via, così procediamo fino a S.Maria della Scala, così chiamata proprio per la scala che dal mare con le sue tipiche Chiazzette sale fino ad Acireale.
La scala costituita da larghe pedate in pietra e bei camminamenti attraverso una serie ripetuta di rampe porta alla statale al di la di cui si entra nel centro storico di Acireale.
In pochi minuti siamo nella piazza del Duomo che visitiamo, poi ci rinfreschiamo con un gustosissimo gelato acquistato in Corso Umberto I.

Quinto giorno

Verso l’Oasi di Vendicari, riserva naturale e faunistica del WWF che si trova a sud di Noto. VendicariIl tratto costiero della riserva è ad alta attività biologica e nelle spiagge dell’Oasi vivono specie uniche: rappresenta uno tra i pochi ecosistemi dunali ancora esistenti in Sicilia.
Partendo da Mascali per arrivare in località “Cala Mosche” ci si impiegano circa 2 ore e mezza. Dal parcheggio per arrivare alla spiaggia è necessario percorrere a piedi un sentiero (20 minuti circa) che si inoltra tra cespugli e sterpaglie spinose. Si apre una caletta tropicale sabbiosa con fondale basso e acqua cristallina. Dopo gli spigolosi scogli lavici, finalmente un arenile comodissimo, poco frequentato e paesaggisticamente notevole.
Noi rimaniamo qui tutta la giornata per apprezzare questa incantevole caletta.

Sesto giorno

E’ arrivato anche per noi il giorno della “perla del Mediterraneo”! Da Mascali si arriva a Taormina rapidamente, infatti dopo 15-20 minuti dalla partenza siamo a Mazzarò e parcheggiamo alla base della funivia che porta in alto a Taormina (parcheggio a pagamento, tutto il giorno 10 €) Isola BellaIsola Bella è sotto di noi e prima di visitare Taormina scendiamo per un bagno. Il panorama merita già dall’alto e scendiamo in spiaggia (di ciottoli) tramite una comoda scalinata. Isola Bella è veramente bella: è collegata alla terraferma da un sottile istmo di pietrisco fine visibile solo con la bassa marea, ma comunque sempre percorribile a piedi con l’acqua al ginocchio durante l’alta marea. L’isolotto è invitante e verdeggiante ma non visitabile (purtroppo ), dal 1998 è stato dichiarato “riserva naturale” ed è stato gestito prima dal WWF e poi dalla Provincia di Messina. Troviamo un posto comodo sulla spiaggia ciottolosa, indossiamo le maschere e le pinne e ci immergiamo incuranti delle piccole ma numerose meduse: sono veramente troppe e purtroppo siamo costretti ad uscire. Un vero peccato, tantissimi pesci “da griglia” e molti colorati tipo quelli da acquario, fondale pulito, acqua limpidissima.
Niente più bagno, per cui nel pomeriggio scegliamo di fare i turisti a Taormina. Torniamo al parcheggio, posiamo l’attrezzatura da mare e prendiamo la funivia che ci porta su al paese.
L’ingresso alla città è segnato dalla porta Messina attraverso cui arriviamo alla piazza da cui parte la via che va al Teatro Greco che non visitiamo perché visibile solo parzialmente a causa di una rappresentazione teatrale in allestimento. Torniamo alla piazza e riprendiamo il nostro giro turistico, seguendo i dettagli riportati sulla guida del Touring Club, attraverso corso Umberto I fino a Porta Catania.
Tornando indietro, dopo una pausa sulla terrazza panoramicissima a Piazza 9 Aprile prendiamo 2 ottime granite una all’arancia e una al gelso.
Scendiamo di nuovo al parcheggio, questa volta usando le scale dalle quali si può ammirare Isola Bella al tramonto, e torniamo a casa.

Ultimo giorno

MessinaComodamente ci alziamo, riorganizziamo i bagagli e carichiamo la macchina, e dopo aver restituito le chiavi ai gentilissimi proprietari partiamo diretti a Messina. Parcheggiamo su via S.Francesco, vicino l’omonima chiesa in mattoncini a piedi ci incamminiamo verso il mare girando a destra per Via Garibaldi. Pranziamo con gustosi Arancini mentre assistiamo nella piazza del Duomo allo spettacolo che si ripete tutti i giorni a mezzogiorno: i personaggi della torre campanaria si animano a suon di musica. Visitiamo l’interno col bel soffitto ligneo a capriata e poi dopo aver fatto scorta di dolci tipici e marzapane (consigliamo la pasticceria Spatafora in via I Settembre, vicino al Duomo) ci dirigiamo soddisfatti della bella vacanza al molo d’imbarco da dove inizia il lungo viaggio di ritorno.

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